Strumenti innovativi per l'attuazione dei progetti urbani

Strumenti innovativi per l'attuazione dei progetti urbani

1.4.2 L’organizzazione del piano strategico.

Il processo implica una partecipazione dinamica di attori pubblici e privati, che, congiuntamente, formulano e definiscono obiettivi e strategie.
Le linee generali dei piani strategici si sviluppano secondo tre tipi di modelli: il modello top-down, quello bottom-up e quello reticolare.
In genere, per ciò che concerne la pianificazione territoriale, il più seguito è il modello reticolare, che dovrebbe consentire una visione globale dei problemi, delle politiche e degli attori.
Quest’ultimo modello si inserisce in una logica preventiva che fa uso del coordinamento e dell’integrazione come strumenti per la formazione del consenso su un progetto nonché della partecipazione complessiva di città.
È proprio sul modello reticolare che concentriamo la nostra attenzione.
Attraverso di esso la pianificazione non solo offre soluzioni ai problemi esistenti, ma definisce alcune linee chiave di sviluppo a cui le politiche locali e gli attori devono uniformarsi.
La pianificazione strategica è un’azione condotta da differenti soggetti, mirata ad elaborare un documento, ovvero un piano.
Il piano rappresenta un atto parziale, il risultato di un complesso processo di interazione il cui obiettivo centrale, più o meno esplicito, è la creazione del consenso su determinate issues strategiche.
A questo punto, l’ipotesi avanzata è che la pianificazione strategica divenga un modello di coordinamento multilaterale inter-organizzativo che oltre a gestire il network di attori, lo crei , lo faccia sviluppare e provi a mantenerlo.
In particolare si tratta di uno strumento finalizzato:
a)    alla formazione del consenso, con obiettivi non solo di “fare” ma anche di “comunicare strategie” e di conseguire l’accordo sugli obiettivi stessi;
b)   a fornire una visione strategica della città mediante un processo di adattamento e di esplorazione non sequenziale ma per fasi di definizione - ridefinizione dei problemi monitoraggio dei risultati- ulteriore apprendimento.
Tra le connotazioni operative di questo approccio vanno segnalate:
a)    il carattere multi-settoriale e non solo territoriale della pianificazione (indipendentemente dal fatto che questa si traduca in atti di natura urbanistica);
b)   la natura di medio-lungo periodo degli scenari, in particolare per quanto riguarda la collocazione nazionale e internazionale della città;
c)    la necessità di tenere conto dei diversi attori locali e nazionali mediante il loro coinvolgimento già nella fase di definizione del piano, che deve essere svolta in comune sia per quanto riguarda l’individuazione delle linee guida generali che delle singole azioni specifiche;
d)   la necessità di operare scelte e di prendere decisioni (tenendo conto delle capacità finanziarie, umane ed organizzative) in base a processi di natura “negoziale” nei confronti dei diversi attori pubblici e privati e non in base a criteri di ottimizzazione/razionalizzazione di tipo aziendale.
Le diverse fasi individuate nel modello reticolare (analisi, strategie, ecc.) non indicano, necessariamente una sequenza temporale; è infatti possibile che si parta da una di esse, per poi arrivare ad un’altra fase.
Il carattere processuale ed in un certo senso continuo dell’azione di pianificazione, infatti, è uno degli elementi che caratterizza il modello proposto.
D’altro canto non è possibile presentare uno schema dettagliato di un simile percorso in quanto le soluzioni concrete possono essere diverse da caso a caso.
Con lo schema seguente, pertanto, si vogliono sottolineare gli elementi qualificanti di un modello reticolare generale.



ORGANIZZAZIONE


ANALISI


OBIETTIVI E STRATEGIE


PROCEDURE


AZIONI


VERIFICA

.....

MOLE 156

...La necessità di ricostituire un fronte principale ha portato all’inserimento di un segno architettonico importante: la “parete tecnologica”. Disposta sulla piazza di accesso al complesso, spazio anch’esso ridefinito ed ampliato, possiede diverse caratteristiche: funge innanzitutto da elemento attrattore, di richiamo dell’attenzione per chi percorre l’asse viario principale (strada 156 Monti Lepini), è inoltre elemento funzionale, segnalando gli accessi ai diversi settori del complesso e distribuendo i percorsi pedonali. E’ altresì elemento tecnologico, di produzione di energia grazie al rivestimento in pannelli fotovoltaici, e di contenimento degli impianti di servizio all’area dedicata agli spettacoli all’aperto. In virtù dell’attenzione verso il territorio e conseguentemente verso le tematiche di ricerca di equilibrio tra architettura e ambiente circostante, l’intervento proposto si muove nell’ambito dello sviluppo sostenibile e del risparmio energetico: la parete del fronte principale sarà “parete autosufficiente”, il nuovo edificio polivalente utilizzerà materiali con alte capacità tecniche e sarà anch’esso dotato di sistema fotovoltaico integrato, verranno utilizzati sistemi di riciclo delle acque piovane per irrigazione. La progettazione del sistema insediativo ha inteso favorire i percorsi, la comunicazione, il movimento negli spazi, ideare prospettive lunghe per realizzare il dialogo tra gli interni e gli esterni, conformare gli spazi interni in maniera ibrida, in grado sì di suggerire la funzione per la quale sono stati creati, ma anche aperti a diversi modi di fruizione.


Piano di Recupero Urbano per Sezze Scalo


La comunità "Piano di recupero urbano per Sezze Scalo" nasce con il proposito di creare uno spazio (al momento virtuale) ricco di idee e confronti su tematiche importanti per la collettività.


Lo Scalo di Sezze nasce come "insediamento spontaneo" lungo una strada, la 156 dei Monti Lepinioggi questo centro abitato conta un numero di circa 2300 residenti e non ha una identità che possa ricondurlo all'aspetto di "centro urbano" dove le mamme insieme ai loro bambini possono passeggiare tranquillamente, dove i giovani possono incontrarsi in un luogo comune piacevole, dove gli anziani possono percorrere tratti pedonali (senza essere investiti dai veicoli) per raggiungere luoghi di culto come la chiesa, luoghi di svago come il centro sociale o fare i propri acquisti.


La partecipazione attiva dei cittadini confrontando idee, disagi, problemi e risoluzione a quest'ultimi è la forma di espressione più civile per sensibilizzare gli amministratori politici locali e rendere fattibile una realtà, affinché si possa costruire un futuro migliore per noi tutti e per i nostri figli....


Grazie per la Vostra cortese partecipazione.